Il Corteo Storico del Palio di Asti 2026: la città torna nel Medioevo
ASTI – Mille e duecento figuranti, ventuno Rioni, Borghi e Comuni, costumi medievali, vessilli, tamburi, chiarine e antiche suggestioni. È stata ancora una volta una grande festa della memoria il Corteo Storico del Palio di Asti, andato in scena domenica 6 settembre 2026 nel cuore della città.
Alle 14, da piazza Cattedrale, ha preso il via la grande sfilata che ha accompagnato Asti verso il momento più atteso della giornata: la corsa del Palio in piazza Alfieri. Il corteo ha attraversato il centro storico seguendo il tradizionale percorso attraverso via Caracciolo, piazza Cairoli, corso Alfieri, via Gobetti, via Garibaldi e via Gardini, fino all’arrivo in piazza Alfieri.
Ad aprire la sfilata sono stati il Gruppo del Capitano del Palio e gli sbandieratori dell’A.S.T.A., mentre in coda ha sfilato il Carroccio, simbolo della libertà dei Comuni, accompagnato dagli armigeri.
Il Corteo Storico non è soltanto un appuntamento folkloristico che precede la corsa dei cavalli. È una vera e propria rievocazione della storia medievale astigiana. I partecipanti hanno portato in scena quadri viventi ispirati a episodi realmente accaduti ad Asti e nel territorio, frutto di un accurato lavoro di ricerca storica svolto dai Rioni, dai Borghi e dai Comuni partecipanti.
Per alcune ore le strade della città sono diventate così un grande palcoscenico a cielo aperto. Nobili, popolani, guerrieri, dame, mercanti, musici e sbandieratori hanno restituito al pubblico atmosfere e personaggi di un’epoca lontana, trasformando la sfilata in uno degli spettacoli più suggestivi del settembre astigiano.
La presenza di oltre 1.200 figuranti ha confermato la dimensione imponente della manifestazione, considerata uno dei più grandi cortei storici italiani.
Il rapporto tra il corteo e la corsa è profondissimo. La sfilata accompagna idealmente il passaggio dalla storia alla competizione: dopo i colori, i costumi e le rappresentazioni dei ventuno partecipanti, l’attenzione si è spostata sul catino di piazza Alfieri, dove cavalli e fantini si sono affrontati nella tradizionale corsa a pelo.
Il corteo ha portato simbolicamente il Drappo del Palio verso la piazza della gara, collegando il patrimonio storico della città alla sfida contemporanea tra Rioni, Borghi e Comuni.
La giornata del 6 settembre è stata infatti costruita come un percorso rituale: dalla benedizione dei cavalli e dei fantini nelle parrocchie cittadine, all’esibizione degli sbandieratori in piazza San Secondo, fino alla sfilata e alle corse.
Il Palio di Asti affonda le proprie radici nel Medioevo e le corse sono documentate sin dal 1275. Nel 2026 la manifestazione ha raggiunto la sua 751ª edizione, confermando il legame profondo tra la città e una tradizione che, anno dopo anno, coinvolge non soltanto i protagonisti della gara ma intere comunità.
Ed è proprio nel Corteo Storico che questo legame appare più evidente. Dietro ogni costume, ogni insegna e ogni rappresentazione c’è il lavoro di mesi di preparazione e una volontà precisa: mantenere viva la memoria del passato trasformandola in una festa capace di parlare anche al presente.
Domenica 6 settembre Asti ha così rivissuto il proprio Medioevo attraverso i volti e i colori dei suoi figuranti. Un lungo corteo che, partendo da piazza Cattedrale e arrivando in piazza Alfieri, ha ancora una volta raccontato l’identità di una città profondamente legata alla propria storia.
E quando l’ultimo figurante ha lasciato il percorso e il Carroccio è entrato nel catino di piazza Alfieri, la rievocazione ha lasciato spazio alla sfida: quella che, poche ore dopo, avrebbe consegnato il Palio 2026 al Rione San Martino San Rocco, vittorioso con il fantino Dino Pes, detto Velluto.
